Scrivi poesie e salva il mondo

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Scrivi poesie: la Poesia sta già salvando il mondo. Magari non ce ne accorgiamo, mentre stiamo concentrati a inseguire la parola giusta e navighiamo fra le spine dell’ambizione entro le colonne d’Ercole del nostro ego.

Diventa più chiaro se ci tuffiamo fra i versi immortali di un qualche grande poeta della storia. Ci pensiamo, sentiamo il tempo farsi più lieve sulle nostre spalle e forse ce ne rendiamo conto: la Poesia sta già salvando il mondo.

Chi decide di scrivere Poesia prima o poi deve fare i conti con un fardello molto pesante: la consapevolezza di ciò che sta facendo. Nell’istante in cui accettiamo quell’invito interiore a scrivere diventiamo un tramite tra qui e altrove, tra il mistero e il linguaggio, tra l’eterno e il tempo.

Non si può scrivere Poesia senza sapere che si sta compiendo un altissimo atto d’umanità. In ogni verso è contenuta una storia che parte dai poemi perduti dell’antichità e arriva ai giorni nostri. Chi scrive Poesia si inserisce in un fiume in cui scorrono Omero e Dante, Shakespeare, Tasso, D’Annunzio, Montale, Borges, la Szymborska, la Merini…

Questa consapevolezza richiede responsabilità. Non sacrifichiamo la sacralità della Poesia semplicemente per compiacere il nostro ego. Non mettiamo la Poesia a servizio di ideali inferiori all’infinito. Non conformiamoci alle mode passeggere del momento, se non per riempirle di Poesia.

Usiamo invece la Poesia per donare al mondo quel piccolo pezzo di esistenza che sta fra la terra e il cielo. Facciamoci strumenti per connettere il mistero, che sovrasta le nostre teste e alberga nel nostro cuore, con la quotidianità che scorre nel tempo.

E soprattutto leggiamo. Leggiamo cento poesie prima di scriverne una. Perché solo facendoci parte del grande fiume che scorre dagli albori dei tempi potremo avere l’ambizione di sfociare nel mare.

Scrivi poesie. Ma fai Poesia.

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